Umberto Braccesi
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Umberto Braccesi

Egregio Sig. Silvio, purtroppo è il suo commento che contiene due errori...
Infatti, secondo il testo della CEI, la frase viene riportata fedelmente dal Vangelo di San Marco 10,38: Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo».
In sèguito, si legge: 39 E Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete.
Di conseguenza dalle parole di Gesù si deduce che si tratta di partecipare, ovviamente non eguagliare le sofferenze del Divino Redentore.
Peraltro ecco perché, durante la Messa, il sacerdote mette una goccia d'acqua nel vino che sarà consacrato, come simbolo della nostra partecipazione, non uguaglianza ("...anche voi...").
Fraterni auguri di Santa Pasqua.
Braccesi

silvioabcd

Hai ragione, però questa traduzione va presa con le pinze, se andiamo nel 'sitz im leben' si può capire meglio e tradurre con intelligenza, ovviamente senza cambiare le traduzioni ufficiali, solo una esegesi più teologica. Faccio un esempio: nel vangelo si dice "...è più facile che un cammello entri per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli..." e il cammello c'entra come il cavolo a merenda, infatti la parola cammello e la parola fune di attracco delle navi si scrivono alla stessa maniera e la traduzione più giusta è "fune" (come botte (mazzate) e botte (vino): si scrivono alla stessa maniera ma hanno significato diverso e dipende dal "contesto vitale". Anche se pure il cammello (paradosso) rende l'idea e va accettato nella traduzione.

silvioabcd

C'è un errore nel riportare la frase che Gesù ha detto: infatti non dice "potete bere il calice..." ma "potete bere al calice", perchè nessuno al mondo avrebbe potuto soffrire come Gesù per la redenzione nostra.