E' visibile su Steam il mio primo videogioco/visual novel: Imperium Europae: What Remains?
Non è pensato come un semplice prodotto d’intrattenimento, ma come una piccola opera narrativa e simbolica sulla crisi dell’uomo contemporaneo.
Il gioco nasce da una domanda centrale: che cosa resta dell’Europa quando perde la memoria della propria anima?
Attraverso dialoghi, scelte narrative e atmosfere statiche e malinconiche, Imperium Europae vuole rappresentare il vuoto del mondo moderno: la perdita del senso, lo sradicamento dell’individuo, la dissoluzione dell’identità europea e la difficoltà di ritrovare una direzione spirituale in una società ormai dominata da consumo, tecnica e relativismo.
Le scelte presenti nel gioco non cambiano radicalmente il destino finale: questa è una scelta voluta. Serve a mostrare la condizione dell’uomo moderno, apparentemente libero, ma spesso intrappolato dentro strutture culturali e sociali che lo conducono sempre verso lo stesso esito: il nichilismo.
Per me questo progetto è anche un manifesto: credo che il videogioco possa tornare a essere uno strumento di riflessione, critica e formazione interiore. Non solo evasione, ma anche meditazione sul destino dell’uomo, della civiltà e della Tradizione.
Imperium Europae: What Remains? è quindi il primo passo di un percorso più ampio: usare la tecnologia e la narrativa interattiva per parlare della crisi spirituale dell’Occidente e della necessità di ritrovare una forma più alta, ordinata e radicata dell’esistenza.
Nel gioco sono stati usati strumenti di intelligenza artificiale per alcune immagini e illustrazioni, ma ogni contenuto è stato selezionato, curato e integrato personalmente per mantenere coerenza artistica, atmosfera e messaggio.
Chi ama la riflessione sulla crisi moderna, sulla Tradizione, sull’Europa e sul destino spirituale dell’uomo potrebbe trovare in quest’opera qualcosa di diverso dal solito videogioco commerciale.